Panoramica sull’umidità ambientale

La percentuale variabile di vapore acqueo presente nell’aria (comunemente conosciuta come umidità relativa) è un parametro fondamentale per valutare la salubrità e la vivibilità di un ambiente.
Questo valore insieme alla temperatura ambientale sono due parametri da tenere sotto controllo e, per quanto possibile, regolare per godere di buona salute tra le pareti domestiche.
Il controllo della temperatura è una pratica ormai molto diffusa (chi non ha in casa degli impianti di riscaldamento o condizionamento?) ma conoscere anche il valore di umidità è fondamentale per ottimizzare il comfort dell’ambiente in cui si vive poichè questo parametro influisce in modo importante sulla temperatura percepita.
Vediamo, genericamente, quali sono le caratteristiche dell’umidità ambientale e alcune sue peculiarità.

 

Umidità relativa: definizione

Il termine umidità relativa indica il rapporto percentuale tra la quantità di vapore contenuta in una massa d’aria e la quantità massima (cioè a saturazione) che il volume d’aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Un valore di umidità relativa pari al 100% non implica che la totalità della massa d’aria sia composta da acqua o vapore, ma che quella massa d’aria contiene la massima quantità di vapore contenibile in quelle condizioni senza che si abbia condensazione. La quantità di vapore che può essere contenuta da una massa d’aria decresce al diminuire della temperatura e diventa quasi nulla a -40° (valore che coincide nelle scale Celsius e Fahrenheit).

Umidità di saturazione e condensa: il punto di rugiada

Il quantitativo massimo di umidità contenibile per volume, come abbiamo visto, dipende dalla temperatura; per umidità di saturazione si intende il quantitativo massimo di vapore acqueo contenibile a quella temperatura (equilibrio tra molecole che evaporano e molecole che condensano). In situazioni reali la saturazione è influenzata anche dalle caratteristiche dell’acqua evaporante (fase, sostanze disciolte e loro carica, forma della superficie evaporante). Esiste una condizione, detta “punto di rugiada“, che corrisponde a un valore dell’umidità relativa pari al 100% Al di sopra del “punto di rugiada” l’aria si trova in condizione di sovrassaturazione e il vapore acqueo condensa disperdendo piccolissime gocce di acqua in aria.

Effetti dell’umidità sugli esseri viventi e, in particolare, sull’uomo

Un tasso di umidità oltre il 70-75% crea problemi sia in caso di caldo, dando la percezione di un caldo eccessivamente afoso, che in caso di freddo, creando le condizioni per la percezione di freddo umido.

Anche ne caso contrario, ovvero se l’umidità scende sotto il 20-25%, si verificano dei rischi per la salute. In condizioni di aria troppo asciutta si possono presentare i seguenti problemi: secchezza della gola e alle vie respiratorie, rischi di infiammazione, fastidio a respirare e difficoltà a produrre saliva.

Risulta evidente che il tasso di umidità dovrebbe essere sempre racchiuso nell’intervallo tra il 40-45% e il 60-65% in relazione alla temperatura dell’ambiente.

Il corpo umano (come quello degli altri esseri viventi) riesce a contrastare, tramite dei meccanismi di difesa, eventuali condizioni di umidità non ottimali tramite, ad esempio, la sudorazione. Evitare di creare condizioni che attivino questi meccanismi significa vivere in un ambiente sano e confortevole.